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L’arrampicata ai tempi del distanziamento sociale

Società è aggregazione, non distanza. Proviamo a immaginare cosa sarà l’arrampicata ai tempi del distanziamento sociale. Insieme alle vostre opinioni.

E’ chiaro a tutti che una gran confusione regna sotto al cielo, l’unica cosa certa è che da domani iniziamo una nuova fase, la fase 2, che ci obbligherà a convivere con il virus. Perché il virus non è sconfitto e perché se non uscissimo mai più di casa, alla fine vincerebbe lo stesso lui. Dovremo dunque spingerci verso una nuova normalità, la normalità del “distanziamento sociale”, un binomio cui non avevamo mai pensato e che – ora che lo abbiamo di fronte – si mostra in qualche modo contraddittorio. Società è infatti aggregazione, non distanza. Dobbiamo allora provare a immaginare cosa sarà l’arrampicata ai tempi del distanziamento sociale, al di là anche di norme dalla vita breve.

Questo articolo vuole essere uno spunto per riflettere, perché vogliamo andare in profondità insieme alle vostre opinioni!

1) Solidarietà: é un fatto assodato che in montagna – e in tutti i territori impervi – non ci sono stranieri, ci si saluta anche sui sentieri più semplici. Che succede se qualcuno viene colto da malore? Un possibile testimonie si avvicinerà per prestare soccorso o la paura del contagio glielo impedirà?

2) Falesie: molte falesie hanno spazi limitati, magari si snodano su cenge corte, forse l’avvicinamento è per un sentiero troppo stretto, di sabato o domenica dovremo limitare il numero di accessi consentiti? In che modo? Dovremmo, poi, indossare guanti e mascherina mentre arrampichiamo?

3) La coppia: l’arrampicata è uno sport che si fa in due (almeno) e il boulder non fa eccezione perché qualcuno dovrà pur pararci. Chi è il secondo con cui posso arrampicare? Un coinquilino, ai fini del rischio di contagio, non fa differenza con una moglie o un marito ma la fa dal punto di vista giuridico. Il mio compagno/a d’arrampicata se è stato in casa come tutti, rappresenta un pericolo di contagio? E se lavora in fabbrica o in ospedale?

4) Palestre: anche in palestra sarà necessario il numero chiuso? Dovremo arrampicare con la mascherina? Potranno dotarsi le palestre di termoscanner e tutte le cose necessarie all’igiene? Con quali costi? Come si può sanificare la parete artificiale? Con quale frequenza andrebbe fatto?

5) Rifugi: cosa succede se un rifugio che ha già raggiunto il suo limite si trova alla porta qualcuno bisognoso di soccorso, magari con la febbre?

6) Freesolo: il distanziamento sociale promuove la pericolosa pratica del freesolo, correndo rischi superiori a quelli del contagio?

E Tu, cosa pensi a riguardo? Facci sapere commentando qui sotto!

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Foto di Anna Shvets

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