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Modestamente me – Donne tacchi e tacche

Noi donne conviviamo da sempre con questi aspetti ed è questo a renderci uniche. Io so di essere unica, come lo sei anche tu e tu e tu.

Questo post è per le climber, donne!! Come passare dal tacco 12 alle scarpette d d’arrampicata e sopravvivere! Ebbene sì, lo ammetto, era una fashion victim, unghie impeccabili, mani curate, capelli in ordine, abitino alla moda e lui, il più amato ed odiato dalle donne, immancabile e di cui però si farebbe volentieri a meno, il tacco 12!

Ho passato più di dieci anni a lavorare in negozio di abbigliamento e poi in banca, il mio sogno era fare la stilista e magari anche qualche book fotografico, conosco tutti gli stilisti e le loro collezioni. Collezioni che tanto non potrò mai permettermi (così come per tutto il materiale alpinistico che vorrei comprare!!). Son passata dall’essere una giovane donna sempre alla moda, ad un’altra me, che però mi rispecchia di più e nei cui panni mi ci sento benissimo, a parte quando indosso le scarpette di arrampicata.Bene, oggi ho calzato entrambe e non saprei dirvi quale faccia più male.

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Oggi vi scrivo perché è appena uscito il mio primo romanzo d’esordio, e dovevo assolutamente mettere i puntini sulle i! La mia nuova me che presenta la vecchia me, seppure entrambe siano in perenne lotta (che cavolo mi metto oggi di carino, per andare a scalare?) La prima me, otto anni fa, ha scritto un libro, che finalmente è stato pubblicato! Credo che potrei essere così felice solo se facessi il 9a, del resto nemmeno scalatori del calibro di Ondra, Megos, Sharma hanno mai lavora tanto ad un progetto!! In questo libro ci sono io, con le mie crisi di identità di fronte all’armadio che non basta mai, quando lavoravo in banca e mi vestivo bene. Quando dovevo correre sui tacchi per non perdere l’autobus, perché ero perennemente in ritardo! Quando ero perfetta nel mio outfit (capitava poche volte) e mi sentivo davvero bene. Quando il tempo libero aveva comunque il suo valore. Ed ora che arrampico, e che ci è vietato, causa virus, so ancora di più che valore abbia!!

Il romanzo si intitola “Modestamente Me” ed è disponibile online nel sito della casa editrice o nelle librerie, dove si può già prenotare.

Vi faccio conoscere questa parte di me, perché tutti siamo fatti di tante sfaccettature, ma noi donne, così sorprendentemente complesse, siamo uniche ed ineguagliabili. So di non essere l’unica a rimettere lo smalto sulle unghie, dopo aver scalato e ad esser fiera anche di scalare, con le mani sporche di magnesite. Siamo forti, siamo delicate, siamo tenaci, siamo voltive e determinate nella vita, come in parete. Abbiamo ognuna il nostro stile, e quel vezzo in più che ci rende irresistibili. Ci vuole stile anche nel scalare, e lo so che poi la domenica sera si è sempre indecise tra rimettere in ordine le mani o lasciarle così, mostrando fiere i segni della nostra danza verticale. Lo so che il lunedì mattina, non sono l’unica a sentire stretti i vestiti di lavoro, soprattutto se il tuo lavoro ti porta ad essere in ufficio, a contatto col pubblico o in mezzo a qualche infinita riunione aziendale dove l’unica scappatoia è ripensare alla scalata del giorno prima. Nessuna di noi si sente in obbligo, eppure credo che la maggior parte di noi debba per così dire calzare altri panni. Salvo risentirsi pienamente a proprio agio in tenuta da climber. E forse un po’ a disagio nell’indossare vestiti femminili, che evidenzino i nostri muscoli tonici e poco aggraziati, di cui comunque andiamo orgogliose.

Non c’è nulla che noi donne non possiamo fare, ed anzi che possiamo fare meglio. In parete, per contro, esce tutta la grazia di cui siamo capaci. E la determinazione. Siamo eleganza pura (ok, pure qualche imprecazione!). Giusto per citare i nomi di due alpiniste che hanno fatto storia, Mary Varale (Vittorio Varale ne traccia i ricordi e c’è un film del Cai che vale la pena vedere) e Nini Pietrasanta (di quest’ultima si trova il suo libro Pellegrina delle Alpi ed un Dvd con le riprese effettuate da lei, assieme al suo compagno e marito Gabriele Boccalatte). Ma c’è una letteratura infinita di donne che con coraggio hanno affrontato paure e cambiato il corso degli eventi, non solo nell’ambiente alpinistico.

Mary e Nini, hanno scalato con compagni di cordata – uomini ed a quel tempo faceva la differenza se una donna alzava per così dire la testa, in una società dove nulla era scontato, nemmeno l’istruzione. 

Loro sono solo un esempio, eppure se guardate le loro foto, vi accorgerete che pur nella loro veste montana, non smettevano di essere femminili. Ci sono foto dove hanno il viso bruciato dal sole, altre dove sono perfette signore di città. 

Noi donne conviviamo da sempre con questi aspetti ed è questo a renderci uniche. Io so di essere unica, come lo sei anche tu e tu e tu.

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Sappiate che la nuova me ha iniziato a scrivere un libro anche sull’arrampicata, e spero di potervene parlare presto!

Un saluto a tutte, dall’alto, si fa per dire, del mio tacco 12, anche perché ora colleziono scarpette ed i tacchi mi serviranno giusto per la presentazione del libro! Non escludo di disegnare una linea di abbigliamento tecnico, anzi se qualcuna di voi ha le mie stesse idee, ben venga, mettiamole assieme!

Questo è il link per ordinare il mio romanzo o per prenotarlo in libreria. Più avanti sarà distribuito anche su Amazon, ma le librerie sono sempre un posto magico.

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